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Il popolo dei Nirb
Razze fantasy, Dungeons & Dragons, Creatore di Mondi,

Il popolo dei Nirb

Gianluca Villano

10-12-2023 13:58

Razze di Arbor 1: I Nirb

Il
#Articolo, #personaggicattivi, #sagafantasy, #librifantasy,

Il "Male" su Arbor

Gianluca Villano

22-10-2023 15:55

Breve analisi dei "cattivi" della Saga

Come creare animali fantastici - Il Rogra
#animalifantastici,

Come creare animali fantastici - Il Rogra

Gianluca Villano

05-09-2023 09:30

Come creare animali fantastici - Il Rogra

Irshan, la prima storia di Arbor
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Irshan, la prima storia di Arbor

Gianluca Villano

03-06-2022 23:55

Quando ho creato il mondo di Arbor, la Città di Irshan è stata la prima realtà che è nata dalla mia fantasia

Irshan, la prima storia di Arbor

03-06-2022 23:55

Gianluca Villano

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Irshan, la prima storia di Arbor

Quando ho creato il mondo di Arbor, la Città di Irshan è stata la prima realtà che è nata dalla mia fantasia

Questo è il primo articolo del mio Blog e non poteva che riguardare Arbor, le prime storie, i primi appunti, i primi personaggi delle mie campagne di Giochi di Ruolo.

Oltre a un dettaglio dello sketch dell'immagine di Irshan, la Città d'Alabastro, che vedrete in fondo all'articolo, come promesso, ho aggiunto un breve stralcio di una storia ambientata oltre duemila anni dopo le vicende di Logren.

Parliamo di un testo scritto più di venti anni fa. 

A quei tempi delineavo luoghi e cronache di un mondo, cercando di renderlo il più originale possibile, ispirandomi alle realtà fantastiche che già conoscevo. 

Ho immaginato Irshan pensando alla Torre d'Avorio de La Storia Infinita.

 

"L’ascesa di Silea"

Anno 57224 (C.d.R.)

Correva l’anno 57224 e Arbor era nel vivo della Guerra dell’Haor. Erano trascorsi ben venti anni dalla partenza di Sarog, il Consigliere Imperiale e nessuno era ancora riuscito a comprendere cosa fosse accaduto all’Imperatrice. Tutto ciò che aveva portato a termine, gli sforzi per stringere alleanze con tutte le razze d’Arbor, la dedizione che le aveva permesso di edificare le Dieci Torri dei Paladini… tutto perduto.

Tra lo scompiglio degli stessi Paladini e il tradimento di Nani e Nirb, nell’imperversare dell’Autunno, un uomo giunse su Arbor e il suo nome era Alcor, figlio dell’Imperatrice Sileia. Un’eco dilagò da quel momento per tutte le terre d’Arbor, una voce risoluta e supplichevole, un richiamo da Irshan per tutte le forze del Bene. Sarog aveva fatto ritorno alla Città Sospesa di Irshan con gli eredi di Sileia: Silea, destinata a portare la Corona e Alcor, destinato a portare il Comando su tutte le forze alleate.

Per trovarli, Sarog aveva dovuto viaggiare ben oltre l’Oceano Proibito, giungendo con i suoi fedeli Cavalcatori di Draghi d’Argento in una terra lontana chiamata Vernoven. L’Imperatrice vi si era rifugiata per sfuggire alle bestie dell’Haorian, ma i Divoratori che erano stati mandati sulle sue tracce l’avevano comunque scovata. Solo l’intervento propizio dell’Angelo Ferran, nonché l’impavido coraggio di un Re di quelle terre, Mizar dell’Orsa, erano riusciti a scongiurarne la cattura. Sileia aveva sposato Re Mizar e un anno dopo aveva dato alla luce Silea e Alcor, morendo subito dopo il parto. All’alba del giorno dopo vennero tre Messaggeri Angelici a reclamare la piccola Silea e rispettando l’ultimo volere della moglie, Re Mizar lasciò che la portassero via, avendo cura di crescere Alcor per prepararlo a un fato eroico. Al momento opportuno Sarog si era rivelato ad Alcor e parlandogli della madre e di Arbor, gli aveva consegnato la Sfera di Algar l’Astronomo, spiegando che quell’antico artefatto l’avrebbe condotto nel modo più adatto nella terra dove avrebbe compiuto il suo destino. Fatto questo, Sarog era andato alla ricerca di Silea e guidato dagli Angeli era giunto in un antico Tempio dove la fanciulla era stata cresciuta. Con lei fece ritorno ad Arbor, viaggiando con i draghi per ben due anni per i luoghi dell’Oceano Proibito. Quando già sua sorella si era insediata sul trono d’Irshan, Alcor dell’Orsa giunse su Arbor attraverso lo Specchio Nero, situato in un’antica fortezza dell’Haorian su Vernoven e non venne da solo, ma accompagnato da due fedeli amici: Sir Chris, Cavaliere di Tolkan e Esilvar, il Negromante. Dopo aver viaggiato nella dimensione delle ombre, i tre eroi si ritrovarono in un antico rifugio degli Adoratori della Fiamma Ombrosa, nei pressi di Locrad, nel Bosco d’Inverno.

Il reame dei Nirb apparve subito come una terra affascinante e incantata e Alcor percepì nell’aria, nella neve, in ogni albero o creatura l’eco d’un dramma antico e sconvolgente. Per scoprire il modo per raggiungere la sorella, Alcor decise di entrare a Locrad, la Fortezza dei Nirb, ma prima di confrontarsi con quella cultura sconosciuta, restò colmo di meraviglie nell’osservare la colossale imponenza delle mura della città. La pietra grigia era inframmezzata di luminose scaglie d’argento e le mura erano così alte che non era possibile scorgere l’interno. Con sua viva sorpresa, Alcor scoprì che la Sfera di Algar, che Sarog gli aveva donato, gli permetteva di parlare e comprendere il linguaggio dei Nirb e gli permise d’essere accolto con i suoi compagni come ospite illustre nella corte del Re. Re Vicred fu il primo abitante di Arbor a sapere dell’identità di Alcor. Interrogando la gente, studiando le mappe e muovendosi liberamente per i domini di Locrad, Alcor cominciò a pianificare il viaggio per Irshan. Il clima era particolarmente rigido nel Bosco d’Inverno e così anche il cuore dei Nirb: un popolo curioso, forte e corpulento eppure apparentemente mite e pacifico. Alcor apprese della Punizione del Gelo Perenne e in attesa degli eventi riscaldò il suo cuore al pensiero della madre, scoprendo, da quello che si diceva di lei, che era stata una donna forte, decisa, e molto generosa.

Altrove, ispirazioni ed eventi miracolosi muovevano le vite di altri eroi legati alle vicende dell’Imperatrice e del suo Campione. Gli eserciti dell’Haorian assediavano con violenza e sempre maggior determinazione l’Anello Sacro delle Torri dei Paladini, e le città esterne, se non conquistate, erano state abbandonate.

Era il caso di Drelda, ove l’Ordine dei Cacciatori di Draghi se n’era andato per far ritorno all’altica dimora, fra le vette del Lungo Artiglio, sul Monte Corno, ad Hackmar.

Alcor e i suoi compagni erano ancora ospiti di Re Vicred a Locrad, quando un evento straordinario venne a gettare nello scompiglio il già precario equilibrio dei Nirb. Un Cavalcatore di Draghi d’Argento proveniente dal Monte Torre giunse a prendere Alcor per scortarlo dai Monaci d’Argento. Chris ed Esilvar rimasero a Locrad ad attendere il suo ritorno, mentre Alcor, cavalcando il drago d’argento, valicò la Dorsale e sorvolò i campi di battaglia nelle Foreste d’Argento di Irshan. Giunse sul Lago di Hinua, al cui centro sorgeva la dimora dei Monaci d’Argento e mentre stormi di draghi d’argento volavano ovunque, Alcor, prima d’esser condotto alla presenza dei Monaci prese parte alla cerimonia funebre di un Sidenlore morente, Re Irshan, l’ultimo Re prima della Spaccatura. Dopo aver vegliato per molti secoli sui destini di Arbor, ora che era giunta colei che avrebbe preso il suo posto, poteva finalmente andarsene, ma prima…

Alcor restò ad assistere da lontano al rito e quando fece per andarsene, Irshan si alzò impetuosamente nello sfolgorio di luci miracolose e puntando il dito verso di lui lo investì di un potere lucente. Alcor era stato ufficialmente insignito della carica di Campione e Comandante degli eserciti di Irshan. A lui era stato rimesso il compito di ricostituire le Dieci Torri, di trovare i Figli Elementali e di preparare il ritorno dei Sidenlore, che con la morte di Irshan avrebbero cominciato a far ritorno.

Il tempo finale si avvicinava e Alcor doveva raggiungere la città sospesa per discutere con la sorella riguardo alle strategie da prendere. Scortato da uno stormo di meravigliosi draghi, Alcor raggiunse la capitale e ad attenderlo trovò, oltre alla sorella, uno gnomo Raaglin di nome Raghnol. Questi era il solo Paladino rimasto a custodire i segreti imperiali e dopo aver istruito l’Imperatrice, era rimasto in attesa dell’arrivo del Campione per mostrargli la Stanza Stellare. In questo luogo l’Imperatrice poteva compiere una sorta di viaggio virtuale per tutte le terre d’Arbor e osservare in tempo reale cosa vi accadeva; da questo luogo si poteva inoltre accedere istantaneamente a tutte le Torri dei Paladini.

Con il ritorno di Silea alla città sospesa, ogni Paladino perduto ricevette la chiamata per il ritorno, ma alcuni di essi non avevano risposto ed Alcor ricevette il compito di andarli a cercare. Il primo era Breld di Drelda ed Alcor si recò proprio alla sua torre per trovare indizi.

 
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Sketch in lavorazione di Irshan, a cura di Andrea Tentori Montalto (già autore delle copertine dei romanzi della Saga della Corona delle Rose). Ma solo un piccolo dettaglio, giusto per incuriosirvi. Potrete ammirare l'immagine completa molto presto, in tutta la sua magnificenza.  

Intanto cosa ne pensate?

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